Abstract (Italiano)
Il concetto di subcultura ha tradizionalmente consentito alle Scienze Sociali di interpretare sistemi relativamente differenziati di valori, pratiche, linguaggi e forme di appartenenza sviluppati all’interno di configurazioni culturali più ampie. Dalle comunità territoriali studiate dalla Scuola di Chicago alle subculture giovanili e di classe analizzate dai cultural studies, fino alle subculture politiche territoriali, il concetto è stato generalmente associato alla presenza di gruppi relativamente riconoscibili, dotati di continuità relazionale, codici condivisi e qualche forma di delimitazione sociale o spaziale. Le trasformazioni della società contemporanea rendono tuttavia necessario interrogarsi sulla possibilità che forme subculturali possano emergere anche in assenza di comunità stabili, territori condivisi e appartenenze esclusive. Il presente contributo propone il concetto di subcultura reticolare per descrivere aggregazioni simboliche prodotte attraverso connessioni discontinue, ambienti digitali, pratiche comunicative e processi di riconoscimento reciproco che non richiedono necessariamente prossimità geografica o adesione permanente. Si introduce inoltre il concetto di appartenenza intermittente, riferito alla possibilità di entrare, uscire e riattivare differenti universi subculturali, e quello di territorialità simbolica digitale, attraverso cui piattaforme, hashtag, community e circuiti algoritmici possono svolgere alcune delle funzioni precedentemente esercitate dal territorio fisico. Ne emerge una reinterpretazione della subcultura non più come sottosistema culturale delimitato, ma come infrastruttura dinamica di appartenenza e produzione del significato.
Abstract (English)
The concept of subculture has traditionally enabled the Social Sciences to interpret relatively differentiated systems of values, practices, languages, and forms of belonging emerging within broader cultural configurations. From the territorial communities studied by the Chicago School to youth and class subcultures analysed by cultural studies, as well as territorial political subcultures, the concept has generally been associated with relatively recognisable groups characterised by relational continuity, shared codes, and some degree of social or spatial delimitation. Contemporary social transformations, however, raise the question of whether subcultural forms can also emerge in the absence of stable communities, shared territories, and exclusive memberships. This article introduces the concept of networked subculture to describe symbolic aggregations produced through discontinuous connections, digital environments, communicative practices, and processes of mutual recognition that do not necessarily require geographical proximity or permanent affiliation. It also proposes the concept of intermittent belonging, referring to individuals’ ability to enter, leave, and reactivate different subcultural universes, and that of digital symbolic territoriality, through which platforms, hashtags, communities, and algorithmic circuits can perform some of the functions previously associated with physical territory. Subculture thus emerges not as a bounded cultural subsystem, but as a dynamic infrastructure for belonging and meaning-making.